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Genere: Fantastico, Commedia Titolo originale: Les aventures extraordinaires d'Adèle Blanc-Sec Nazione: Francia Anno produzione: 2010 Durata: 107' Regia: Luc Besson Cast: Louise Bourgoin, Mathieu Amalric, Gilles Lellouche, Jean-Paul Rouve, Philippe Nahon, Nicolas Giraud, Jacky Nercessian, Laure De Clermont-Tonnerre Produzione: Europa Corp. Distribuzione: Medusa Film Soggetto: dal fumetto di Jacques Tardi
Sceneggiatura: Luc Besson
Uscita francese: 14 aprile 2010
Uscita italiana: 15 ottobre 2010 Links: Sito del film (in francese) - Sito del distributore |
La Belle Époque, con mummie e pterodattili
Nella Parigi del 1912, Adèle Blanc-Sec è una giornalista e scrittrice con una spiccata propensione per l'avventura, pronta a tutto pur di restituire alla sorella - paralizzata in seguito a un grave incidente - una vita vera. A tale scopo, recupera in Egitto la mummia di un medico di Ramses II, con la speranza che il professor Esperandieu possa rianimarla grazie a un metodo da lui scoperto.
In fondo, ha già fatto lo stesso con un uovo di pterodattilo...
Monsieur Besson e la logica del blockbuster
Nonostante i problemi che gravano sulla sua Europa Corp., Luc Besson resta l'unico europeo che sia riuscito a costruire - senza l'apporto di Hollywood - un piccolo impero cinematografico rivolto alla produzione popolare e "di genere", dimostrando peraltro come la logica del blockbuster, con tutti i vantaggi economici e occupazionali che ne conseguono, sia applicabile anche al vecchio continente. I risultati, in termini di valore creativo, non sono mai stati memorabili, ma in quanto a confezione tecnica i film di Besson (o quelli da lui prodotti) sono sempre ineccepibili, e il pubblico li ha spesso premiati al botteghino, aprendo così la strada a una lavorazione industriale tutta francese che gioverebbe molto anche al cinema italiano.
Adèle e l'enigma del faraone prova il buon funzionamento di questo sistema, la cui solidità è tale da permettere a Besson di cavalcare una tendenza "dispendiosa" come quella dei cinecomic: il personaggio di Adèle Blanc-Sec nasce infatti in una raffinata serie a fumetti di Jacques Tardi, qui trasposta in un blockbuster molto accurato a livello visivo, e come al solito completamente autarchico sul piano realizzativo (e qui emerge tutta la forza dell'industria). Una cura che inevitabilmente stride con la debolezza del racconto, privo di climax e di tensione narrativa. Perché Adèle, in buona sostanza, non è quell'avventura alla Indiana Jones che la trama potrebbe lasciare intendere, e fondamentalmente non è nemmeno un'avventura; piuttosto, somiglia più a una grande farsa surreale che lavora sull'apparenza grottesca dei personaggi fino a renderli sgradevoli, quasi fastidiosi nel loro macchiettismo e nella (volutamente) palese artificiosità del make-up. La femminilità rude ma sensuale dell'eroina, interessante esempio di "proto-femminismo" attorno a cui ruota l'intero film, si perde così in una storia dallo scarso fascino affabulatorio (sarà anche per l'assenza di un vero antagonista, che appare all'inizio e poi sparisce) e in un accumulo di trovate comiche alquanto stereotipate e raramente divertenti, incapaci di trovare la giusta armonia fra il gusto dei ragazzi e quello degli adulti.
Non male la protagonista Louise Bourgoin, volto nuovo del cinema francese già vista ne Il piccolo Nicolas e i suoi genitori. |