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Genere: Animazione, Avventura, Commedia Titolo originale: Despicable Me Nazione: Stati Uniti Anno produzione: 2010 Durata: 95' Regia: Pierre Coffin, Chris Renaud, Sergio Pablos Cast: Steve Carell, Jason Segel, Miranda Cosgrove, Will Arnett, Mindy Kaling, Kristen Wiig, Russell Brand, Ken Jeong, Julie Andrews, Danny McBride, Jemaine Clement, Jack McBrayer, Elsie Fisher, Dana Gaier Produzione: Illumination Entertainment Distribuzione: Universal Pictures Soggetto: Sergio Pablos
Sceneggiatura: Ken Daurio, Cinco Paul
Uscita americana: 9 luglio 2010
Uscita italiana: 15 ottobre 2010 Links: Sito del film (in inglese) - Sito del film (italiano) |
"Abbiamo rubato la Statua della Libertà! Quella piccola, di Las Vegas."
Gru è un genio, ma come quasi tutti i veri geni dell'immaginario, è un genio del male. Vive in un quartiere residenziale, fra villette tranquille circondate da giardini e staccionate bianche, e tutto ciò che desidera è diventare il più grande supercattivo della Terra. Supportato dai Minions, piccoli operai tuttofare, e dal Dr. Nefario, progettista di tutti i suoi marchingegni, Gru elabora un piano che lo porterà ai vertici della malvagità mondiale: rubare nientemeno che la Luna. Dopo averla miniaturizzata, naturalmente.
Per farlo dovrà prima appropriarsi di un miniaturizzatore sperimentale, ma l'intromissione di un agguerrito rivale, Vector, gli impedirà di raggiungere lo scopo. L'unico modo per penetrare nel covo di Vector e prelevare il miniaturizzatore è allora con l'aiuto involontario di tre orfanelle, venditrici porta a porta di biscotti...
"È come se il mio cuore fosse un dente, e avesse una carie che solo i bambini potrebbero sanare..."
La brezza del cambiamento porta con sé nuovi stimoli di creatività e ingegno: lo sapevano bene gli animatori della UPA (United Productions of America), transfughi della Disney nei primi anni Quaranta, che rivoluzionarono il mondo dell'animazione commerciale introducendo l'idea di limited animation, poi ampiamente riciclata dalla concorrenza per ragioni di budget. La storia della Illumination Entertainment è abbastanza simile, con la differenza che il suo fondatore, Chris Meledandri, non proviene dalla Disney ma dalla Fox, major che lui stesso ha reso grande anche nell'animazione grazie all'accorpamento dei Blue Sky Studios, autori di un franchise del calibro de L'era glaciale. È il sogno di ogni produttore: acquisire indipendenza, gestire autonomamente i propri progetti, adottare un approccio il più possibile libero dal controllo delle alte sfere; proprio ciò che gli ha offerto la Universal, che in questo modo riesce finalmente a entrare nel mercato dei cartoon cinematografici, distribuendo i prodotti di un team creativo impostosi immediatamente, con il folgorante esordio di Cattivissimo Me, come nuova forza dell'animazione mainstream.
Insomma, nel caso ancora non fosse chiaro, il primo film della Illumination è una irresistibile perla di umanità e umorismo, basata su un'idea forse non originalissima (il punto di vista del "cattivo") ma sviluppata con un invidiabile senso del ritmo e numerose trovate narrative di qualità. Su tutto si erge la figura di Gru, tanto semplice nel disegno - il dolcevita grigio, la pelata, il naso lungo e affilato come un becco - quanto incisiva, ottima summa dei supervillain che popolano l'immaginario collettivo, e che attinge da decenni di fumetti supereroistici e film di 007: un protagonista atipico e deliziosamente cinico, reso vocalmente da Steve Carrel con un accento "a metà fra Ricardo Montalban e Bela Lugosi", che il doppiaggio italiano smarrisce nella debole performance di Max Giusti. Attorno a lui ruota il divertente mondo dei supercattivi, fatto di banche finanziatrici (perché anche i geni del male hanno bisogno dei prestiti, ahiloro), rivalità fra "colleghi" e aiutanti progettati in laboratorio, sarebbe a dire quell'esercito di gialli Minions che già si sono accattivati la simpatia degli spettatori.
Il meccanismo comico dunque funziona (seppure la sceneggiatura, a tratti, sprechi l'occasione per spingere sul pedale del paradosso), le idee non mancano e l'intrattenimento è assicurato. Gli autori si sarebbero anche potuti fermare qui, e il film sarebbe stato comunque un successo. Ma poiché - Pixar docet - i sentimenti contano quanto le risate, se non di più, e i personaggi non sono mero espediente narrativo, Cattivissimo Me diventa una sorprendente opera sulla violazione dell'infanzia, sulla presenza "castrante" degli adulti e sulla loro incapacità di tutelare l'universo dei bambini: bambini oppressi da chi dovrebbe proteggerli (le tre adorabili sorelline dalla tutrice, il piccolo Gru da una madre insensibile), bambini che paradossalmente trovano affetto e comprensione presso chi sarebbe deputato a minacciarli, ovvero il supercattivo Gru, nei fatti di gran lunga migliore rispetto a tanti papà "ordinari". Il rapporto fra lui e le tre bambine è commovente nel senso più delicato del termine, sulla scia dell'ormai leggendario legame che univa il "mostro" Sulley con la piccola Boo. Da vedere.
Nota conclusiva dedicata al 3D, per una volta efficace anche se non certo indispensabile. La dimostrazione durante i titoli di coda, che sicuramente divertirà i più piccoli, ne testimonia quantomeno le potenzialità spettacolari, ben lontane dagli inganni finto-stereoscopici di certe conversioni. |