GrandeSchermo.it                     

               


MAMMUTH

Locandina Mammuth Genere: Commedia
Titolo originale: Mammuth
Nazione: Francia
Anno produzione: 2010
Durata: 90'
Regia: Benoît Delépine, Gustave de Kervern
Cast: Gérard Depardieu, Yolande Moreau, Isabelle Adjani, Miss Ming, Anna Mourgalis, Benoît Poelvoorde
Produzione: GMT Productions, No Money Productions
Distribuzione: Fandango
Sceneggiatura: Benoît Delépine, Gustave de Kervern
Uscita francese: 21 aprile 2010
Uscita italiana: 29 ottobre 2010
Links: Sito del distributore

Una terza età ingombrante
Mammuth è un operaio che, appena compiuti i sessant’anni, decide di andare in pensione. Instancabile lavoratore, l’uomo non ha mai fatto una giornata di malattia, ma quando va a ritirare la pensione scopre che molti datori di lavoro in passato non gli hanno versato i contributi, per cui è necessario che lui affronti un viaggio a ritroso nella memoria, alla ricerca di chi possa fornirgli le dichiarazioni mancanti. In sella a una vecchia moto degli anni Settanta, una Mammuth, l’uomo torna nei luoghi del passato, tra il ricordo del primo amore morto in un incidente, che appare come un fantasma, e la nipote, linfa vitale da cui apprendere tutto il buono che ancora può avere dalla vita, nonostante tutti gli uomini che ha frequentato in passato gli facciano notare come sia sempre stato preso in giro…

Immensamente Depardieu: alla ricerca del senso della vita
Quale direzione ha preso la società occidentale, quale futuro per le nuove generazioni, il precariato, il mercato che si sposta a oriente… in questo momento di crisi, ogni generazione sembra avere più problemi di qualche tempo fa. Nuove difficoltà emergono, e soprattutto sembrano lontane le soluzioni o soltanto alcuni approcci virtuosi. Questo vale anche per la cosiddetta terza generazione, che di strada, per fortuna, ne ha già fatta, e in tempi probabilmente migliori del presente; e vale ovviamente per Mammuth, un’esplosione di carne che Gérard Depardieu veste e interpreta - o reinterpreta - quasi fosse materia informe da modellare sul momento. A tratti la sua figura, così sfatta e in deperimento, richiama alla memoria un altro corpo attoriale che ha fatto del suo disfacimento fisico un tratto distintivo: quel Mickey Rourke post-Sin City che in The Wrestler ha convinto tutti. E così è Mammuth, grasso che sborda, capelli color platino lunghi fino alla fine della schiena, postura e andamento da disabile, un disabile sociale. Mammuth è stato per tutta la sua vita ligio al dovere. Il suo ultimo impiego, operaio in un macello di maiali, l’ha affrontato quotidianamente con passione, collezionando la bellezza di zero assenze. Ora che è in pensione, però, lo investe quella specie di depressione da ozio forzato che colpisce molte persone quando smettono di lavorare. Si sentono inutili, e ogni cosa che fanno gli sembra un peso. È un grosso problema a livello sociale, un problema che diventa ancora più grande nel momento in cui Mammuth scopre che a causa del mancato versamento dei contributi, non potrà ricevere la pensione.
Il film rappresenta una piacevole riconferma da parte del duo di registi Delépine e Kervern dopo il grande successo di Louise-Michel. Anche in questo caso è lo humour a caratterizzare le scene, meno nero dei precedenti film ma allo stesso tempo forte e per certi versi commovente. Perché c’è il sentimento alla base del loro Cinema, e per dimostrare quanto tengano alla purezza di quest’arte, i due registi hanno deciso di girare con una pellicola che ormai è merce rara sul mercato, il Super16 reversibile, i cui colori saturi sono molti simili all’effetto dato dal Super8. Un progetto per molti aspetti sovversivo, dunque: i temi della vecchiaia, dell’avvicinarsi della morte, della solitudine e di quella disperata ricerca della desiderabilità sociale che sembra sempre più lontana, suonano come tradizionalmente "scomodi".
Sono le figure femminili a salvare Mammuth dall’abbracciare la morte prima del tempo: la moglie Catherine, che lo ama incondizionatamente nonostante lo trovi insopportabile per tutte le sue ingenuità quotidiane; Yasmine, il primo amore della vita morta in un incidente proprio per colpa di Mammuth; e infine la nipote, una ragazza dotata di un’insolita freschezza e apertura mentale, che riattiva in Mammuth la voglia di vivere. Nonostante la vita sia veramente un viaggio e un percorso difficile, un po’ come guidare una vecchia moto degli anni Settanta lungo le strade dissestate e deserte della periferia francese.

Letizia Geron

 
 
 
 
GLOOPER NETWORK


MONDO FASHION



MONDO SOFTWARE




MONDO GLOOPER

Grandeschermo.it | Design by Glooper