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ROBIN HOOD

Locandina Robin Hood Genere: Avventura, Storico
Titolo originale: Robin Hood
Nazione: Stati Uniti, Regno Unito
Anno produzione: 2010
Regia: Ridley Scott
Cast: Russell Crowe, Cate Blanchett, Scott Grimes, Kevin Durand, Mark Strong, Alan Doyle, Matthew MacFadyen, Danny Huston, William Hurt, Max Von Sydow, Oscar Isaac, Eileen Atkins, Léa Seydoux, Bronson Webb, Robert Pugh
Produzione: Imagine Entertainment, Scott Free Productions, Universal Pictures
Distribuzione: Universal Home Entertainment
Soggetto: Brian Helgeland, Ethan Reiff, Cyrus Voris
Sceneggiatura: Brian Helgeland
Uscita: 14 maggio 2010
Links: Sito del film (italiano) - Sito del film (in inglese)
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Un arciere di nome Robin
Robert Longstride, poi noto come Robin Hood, è il miglior arciere al seguito di Re Riccardo I. Di ritorno dalle crociate, il protagonista si reca a Nottingham, una città afflitta e ormai priva di qualsiasi bene a causa delle tasse imposte agli abitanti, per far fronte alle imprese belliche di re Riccardo. Accolto da Walter Loxley, il cui figlio è morto in un’imboscata, Robin conosce Marion, la nuora, rimasta vedova e risoluta a mantenere la propria indipendenza. Dovendo far fronte alle razzie da parte del nuovo sovrano Giovanni e per difendere le terre di Marion, Robin si unisce ai vecchi compagni di battaglia, porta la libertà e conquista il cuore della donna.
Nel frattempo, il re Filippo di Francia è in procinto di invadere il regno d'Inghilterra. Robin riesce a ricomporre i dissapori tra i baroni del nord e l’ottuso re Giovanni grazie a un patto, una carta scritta. La lotta contro gli invasori francesi è dura e difficile, e quando tutto sembra risolto il voltafaccia di re Giovanni anticipa un periodo arduo e problematico che coinvolge l’intero paese...

Il mito prima del mito
Chi era Robin Hood, davvero? Quale era il suo trascorso prima di diventare il leggendario fuorilegge? Perché è divenuto colui che “ruba ai ricchi per dare ai poveri”? Il film di Ridley Scott pare concentrasi su tutto ciò che precede la nascita del mito, dando luogo a un prodotto gustoso e godibile che trascina la platea nella saga dell’arciere più famoso di tutti i tempi. Si tratta di una pellicola di avventura che miscela sapientemente gli ingredienti del genere: azione, amore, scenografie e costumi affascinanti, duelli e combattimenti, il bene e il male. Gli elementi “classici” dei film di Ridley Scott ci sono tutti (colonna sonora monumentale e drammatica, scene epiche di insieme e di battaglia, ralenti e primi piani, atmosfere eroiche, riferimenti storici e filologici precisi, ma romanzati).

Un Robin differente
È un film che non tradisce le attese spettacolari e che dà ai protagonisti una profondità differente rispetto ai precedenti. Robin Hood non è quell’onesto bandito senza pensieri e un po’ canagliesco che si è abituati a pensare. La sua vicenda è quella della scoperta del proprio passato per la difesa della libertà nel presente e nel futuro. Avvolti da una fotografica virata d’azzurro che pare richiamare i plumbei cieli inglesi, i 141 minuti scorrono senza intoppi e non ci si annoia, mai. Complice un montaggio impeccabile (Pietro Scalia), il ritmo del film è fantastico, diremo quasi matematico. L’intreccio fila e tutto viene orchestrato magistralmente. La sceneggiatura (da perdonare la scivolata finale di Marion nella battaglia contro i francesi) amalgama l’ambientazione e i richiami epocali con la fabula e le psicologie dei personaggi, affidando a ciascuno la giusta individualità e il giusto peso. È interessante il ribaltamento dei luoghi comuni che da sempre accompagnano Robin e Marion. Nel film di Scott, lui è un formidabile arciere al seguito di Riccardo Cuor di Leone nelle Crociate in Palestina, che al ritorno in Inghilterra durante il regno dell’inetto Giovanni deve difendere il suolo patrio dall’invasione dei francesi; lei, sposa di Robert Loxley, sola da dieci anni, non cede e non si arrende alle angherie dello sceriffo di Nottingham ed è risoluta a difendere le proprie terre.

Le interpretazioni
Il cast è straordinario. I personaggi riescono ad acquisire un’umanità e una verità emotiva grazie alle interpretazioni degli attori, che riescono a superare i limiti della leggenda. Davvero bravi tutti, anche i minori. Russell Crowe è credibile e glorioso al contempo, Cate Blanchett aggiunge un tocco shakespeariano innovativo, William Hurt nelle vesti di Gugliemo il Maresciallo dà volto alla lealtà e all'intelligenza, mentre Max Von Sidow appare ineguagliabile per forza e ironia.

Angelica  Tosoni

 
 
 
 
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