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Genere: Spionaggio, Azione Titolo originale: Salt Nazione: Stati Uniti Anno produzione: 2010 Durata: 100' Regia: Phillip Noyce Cast: Angelina Jolie, Liev Schreiber, Chiwetel Ejiofor, Zoe Lister Jones, Yara Shahidi, Gaius Charles, Victor Slezak, Daniel Olbrychski, Cassidy Hinkle, Michelle Ray Smith, Kevin O'Donnell, Corey Stoll, Nicole Signore, James Schram, Victoria Cartagena, Gary Wilmes Produzione: Columbia Pictures, Di Bonaventura Pictures Distribuzione: Sony Pictures Realising Italia Soggetto: Kurt Wimmer
Sceneggiatura: Brian Helgeland, Kurt Wimmer
Uscita americana: 23 luglio 2010
Uscita italiana: 29 ottobre 2010 Links: Sito del film (in inglese) - Sito del film (italiano) |
Chi è realmente Evelyn Salt?
Evelyn Salt è un agente operativo della CIA che viene accusata di essere una spia russa dormiente, un soggetto addestrato a colpire nel cuore la nazione americana nonostante la Guerra Fredda non tenga più in mano le sorti del mondo. Dopo le rivelazioni scottanti da parte di un dissidente russo, Salt è costretta alla fuga per dimostrare la sua innocenza in attesa del giorno x, quando le spie russe saranno attivate e inizieranno il loro piano per la distruzione dell’impero capitalista. I tempi dell’addestramento di agenti segreti sembrano lontani ma la priorità resta la stessa, la salvaguardia degli Stati Uniti, e così quella di Evelyn si trasforma in una lotta contro il tempo… ma qual è il suo vero bersaglio?
Le regole dell’inganno: tra doppi giochi e identità dormienti
Salta all’occhio con un’evidenza a tratti disarmante la genesi della nuova spy-story che vede per protagonista la bella e prorompente Angelina Jolie. Salt è il tipico blockbuster creato ad hoc per aderire come una guaina di lattice alle forme di quelle star hollywoodiane legate indissolubilmente a un ruolo… e Jolie fa rima con azione. Del resto nessuno avrebbe potuto interpretare con quella determinazione il ruolo dell’affascinante agente segreto, se non lo stesso corpo che ha portato sullo schermo l’eroina videoludica di Tomb Rider, Lara Croft, un mix perfetto di femminilità mista a forza, di agilità intrecciata a sensualità, poi ribadito in Mr. & Mrs. Smith e infine consacrato nella formula più fumettistica e caricaturale del personaggio di Fox in Wanted. Oltre a essere indistruttibile, l’agente Salt è un personaggio enigmatico, insondabile, una macchina da guerra creata per obbedire agli ordini; ma quali ordini? L’imperscrutabilità del suo carattere ha un unico punto debole, il marito Mike.
Trascorsi quasi ventun’anni dalla caduta del muro di Berlino e dalla fine della Guerra Fredda, il tema della contrapposizione tra blocco sovietico e blocco americano sembra avere ancora qualche lato oscuro e irrisolto. Nonostante i dubbi che la vicenda, soprattutto dopo l’11 settembre 2001, sembra portarsi dietro, come il sospetto che qualche soggetto dell’intelligence russa programmato anni fa per colpire al cuore l’America possa oggi essere ancora dannoso, e nonostante tutti i lati anacronistici dell’ideologia sovietica che attutiscono quella che invece era la forza della maggior parte dei film di spionaggio della seconda metà del Novecento, James Bond incluso, Salt mantiene per tutta la sua durata un livello di tensione costante, ben orchestrato grazie a un continuo gioco di punti di vista che spiazza lo spettatore, e un ritmo che non è solo il prodotto di un montaggio frenetico. Per la discontinua discrepanza tra realtà e menzogna, doppiogioco e perseguimento degli obiettivi, il film ricorda una delle serie tv legate al mondo delle spie più innovative degli ultimi decenni, Alias, anch’essa con una protagonista femminile, Sydney Bristow. E non è un caso che a curare la scenografia sia stato proprio Scott Chambliss, già impegnato nella serie diretta e prodotta da J.J. Abrams.
Il film di Philip Noyce, regista di altri thriller adrenalinici come Giochi di potere, Sotto il segno del pericolo e Il Santo, regge nello sviluppo anche se pecca nelle scene d’azione a causa di qualche licenza di troppo: la Jolie ammazza guardie a destra e a manca, salta da mezzi in corsa in autostrada, corre sui muri e si cala da altezze spropositate, cose che nemmeno l’Ethan Hunt (Tom Cruise) di Mission Impossible sarebbe stato in grado di fare, ma tutto sommato è il genere a richiederlo e gli si perdona anche qualche scollamento della sospensione d’incredulità. |